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	<title>Francescantonio Cavalieri &#8211; Francescantonio Cavalieri</title>
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	<description>Azienda Agricola in Roccagloriosa</description>
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	<title>Francescantonio Cavalieri &#8211; Francescantonio Cavalieri</title>
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		<title>Polpo arrosto su base di farro e profumo di Curcuma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francescantonio Cavalieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 22:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[dietamediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[farro]]></category>
		<category><![CDATA[Roccagloriosa]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Polpo arrosto su base di farro e profumo di Curcuma Il farro, un cereale che negli ultimi anni sta avendo la sua rivalsa. È un ingrediente molto versatile, ottimo da abbinare non solo ad ingredienti vegetali, ma anche al pesce. In questa ricetta, infatti, viene accompagnato dal polpo. La preparazione è semplice, il polpo è...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Polpo arrosto su base di farro e profumo di Curcuma</h2>
<div class="ingredienti clearfix">
<p>Il <a href="https://www.francescantoniocavalieri.it/prodotti/farro/farro-decorticato/">farro</a>, un cereale che negli ultimi anni sta avendo la sua rivalsa. È un ingrediente molto versatile, ottimo da abbinare non solo ad ingredienti vegetali, ma anche al pesce. In questa ricetta, infatti, viene accompagnato dal polpo.<br />
La preparazione è semplice, il polpo è stato arrostito e posto su una base di <a href="https://www.francescantoniocavalieri.it/prodotti/farro/farro-decorticato/">farro</a> e sedano. A rendere il tutto più gustoso, è la crema alla Curcuma, anch’essa molto facile da preparare, a base di patate lesse.</p>
<p>Questo piatto lo trovate presso il</p>
<p><strong><a href="https://www.ristoranteluorto.it/">RISTORANTE L&#8217;UORTO</a></strong></p>
</div>
<h4>Ingredienti:</h4>
<ul>
<li>80gr farro</li>
<li>60gr sedano</li>
<li>250gr polpo</li>
<li>Olio Evo q.b.</li>
<li>Sale q.b</li>
<li>50gr patate lesse</li>
<li>Curcuma q.b</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Sformatino di farro con gamberi e pesto di rucola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francescantonio Cavalieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 20:07:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[dietamediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[farro]]></category>
		<category><![CDATA[Roccagloriosa]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Sformatino di farro con gamberi e pesto di rucola Il farro è un ingrediente adatto a vari tipi di dieta, ha un basso indice glicemico, come anche la rucola e i gamberi. Lo sformatino di farro con gamberi e pesto di rucola, quindi, oltre ad essere gustoso, racchiude la caratteristica di questi tre ingredienti che...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Sformatino di farro con gamberi e pesto di rucola</h2>
<div class="ingredienti clearfix">
<p>Il <a href="https://www.francescantoniocavalieri.it/farro/">farro</a> è un ingrediente adatto a vari tipi di dieta, ha un basso indice glicemico, come anche la rucola e i gamberi. Lo sformatino di <a href="https://www.francescantoniocavalieri.it/prodotti/farro/farro-decorticato/">farro</a> con gamberi e pesto di rucola, quindi, oltre ad essere gustoso, racchiude la caratteristica di questi tre ingredienti che lo rendono adatto all’alimentazione delle persone diabetiche. Molto semplice da preparare, questa ricetta è composta da una base di <a href="https://www.francescantoniocavalieri.it/prodotti/farro/farro-decorticato/">farro</a> precedentemente lessato, esaltata dal gusto acidulo e particolare del pesto di rucola, che crea un connubio perfetto con il sapore dei gamberi anch’ essi lessati. Il tutto viene arricchito da un’emulsione di Olio Evo e succo di limone e da una spolverata leggera di formaggio Pecorino.</p>
<p>Questo piatto lo trovate presso il</p>
<p><strong><a href="https://www.ristoranteluorto.it/">RISTORANTE L&#8217;UORTO</a></strong></p>
</div>
<h4>Ingredienti:</h4>
<ul>
<li>90gr <a href="https://www.francescantoniocavalieri.it/prodotti/farro/farro-decorticato/">farro</a></li>
<li>30gr rucola</li>
<li>Olio Evo q.b</li>
<li>15gr pinoli</li>
<li>30gr Parmigiano grattugiato</li>
<li>1/2 spicchio d’aglio</li>
<li>Sale q.b</li>
<li>100gr gamberi sgusciati</li>
<li>15ml succo di limone</li>
<li>Scaglie di Pecorino q.b.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Progetto Erasmus + &#8220;beeB&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francescantonio Cavalieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 21:31:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[apicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Bio-Distretto Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalieri]]></category>
		<category><![CDATA[Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Francescantonio]]></category>
		<category><![CDATA[Roccagloriosa]]></category>
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					<description><![CDATA[Le cose migliori si ottengono solo con il massimo dell’impegno. Ci ripetiamo sempre che non ce la faremo, ma quanto siamo disposti ad impegnarci, per farcela? L’unione fa la forza. Si certifica che Francescantonio Cavalieri, dell &#8216;“Apicoltura Cavalieri” di Roccagloriosa (SA), ha partecipato all&#8217;Italian Multiplier Event del Progetto Erasmus + “beeB &#8211; Foster for beekeeping...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le cose migliori si ottengono solo con il massimo dell’impegno. Ci ripetiamo sempre che non ce la faremo, ma quanto siamo disposti ad impegnarci, per farcela?</p>
<p>L’unione fa la forza.</p>
<p>Si certifica che <strong>Francescantonio Cavalieri</strong>, dell &#8216;“<strong>Apicoltura Cavalieri</strong>” di <strong>Roccagloriosa</strong> (SA), ha partecipato all&#8217;<strong>Italian Multiplier Event del Progetto Erasmus</strong> +<strong> “beeB &#8211; Foster for beekeeping bridges through innovative and participative training”</strong> (Numero progetto 2019-1-PT01-KA202-060782) tenuto dall&#8217;Associazione Bio-Distretto Cilento (Ceraso-Italia) il 5 febbraio 2021&nbsp; CET.</p>
<p>Titolo dell&#8217;evento:&nbsp;<strong>Organic and good beekeeping practices in eco-regions.&nbsp;</strong></p>
<p>Bene tutte le riflessioni pervenute da molti esponenti di Nazioni diverse che hanno certamente fornito elementi per una riflessione compiuta, le linee guide per le disposizioni applicative per la realizzazione di progetti nel settore apistico.</p>
<p>Grazie ad un intenso e proficuo lavoro preparatorio dell&#8217;associazione Bio-Distretto Cilento del Pres. Emilio Buonomo e Salvatore Basile (General Secretary of Bio-Distretto Cilento).</p>
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		<title>Farro ai frutti di mare su vellutata di cannellini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francescantonio Cavalieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 22:34:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[dietamediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[farro]]></category>
		<category><![CDATA[Roccagloriosa]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Farro ai frutti di mare su vellutata di cannellini In questa ricetta il gusto del farro viene esaltato dalla presenza dei frutti di mare che gli donano freschezza e, ancor di più, leggerezza. È un piatto semplice da preparare, comodo anche perché si può realizzare in anticipo e conservare in frigo. Il farro viene lessato...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Farro ai frutti di mare su vellutata di cannellini</h2>
<div class="ingredienti clearfix">
<p>In questa ricetta il gusto del <a href="https://www.francescantoniocavalieri.it/farro/">farro</a> viene esaltato dalla presenza dei frutti di mare che gli donano freschezza e, ancor di più, leggerezza. È un piatto semplice da preparare, comodo anche perché si può realizzare in anticipo e conservare in frigo.</p>
<p>Il <a href="https://www.francescantoniocavalieri.it/farro/">farro</a> viene lessato e arricchito dai frutti di mare sgusciati e i pomodorini. A donare croccantezza al piatto è una spolverata di mollica di pane tostata. La cremosità è donata da una vellutata di fagioli cannellini al profumo di rosmarino.</p>
<p>Questo piatto lo trovate presso il</p>
<p><strong><a href="https://www.ristoranteluorto.it/">RISTORANTE L&#8217;UORTO</a></strong></p>
</div>
<div class="moduloadtop">
<h4>Ingredienti:</h4>
<ul>
<li>-80gr <a href="https://www.francescantoniocavalieri.it/prodotti/farro/farro-decorticato/">farro</a></li>
<li>-60gr pomodorini</li>
<li>-Olio Evo q.b.</li>
<li>-Sale q.b.</li>
<li>-100gr cozze</li>
<li>-100gr vongole</li>
<li>-Prezzemolo riccio q.b</li>
<li>-50gr fagioli cannellini</li>
<li>-Rosmarino q.b.</li>
</ul>
</div>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Dicono di noi&#8230;</title>
		<link>https://www.francescantoniocavalieri.com/dicono-di-noi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francescantonio Cavalieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 17:59:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalieri]]></category>
		<category><![CDATA[Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Francescantonio]]></category>
		<category><![CDATA[Roccagloriosa]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Roccagloriosa Agli amici che d’estate vengono a villeggiare in Cilento non mi stanco di raccomandare una visita alla zona interna di questo territorio e cioè a quella parte che confina con il Vallo di Diano e che insieme al Vallo è la propaggine occidentale dell’antica Lucania. A voler essere pignoli, dunque, il Cilento sarebbe altro...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Roccagloriosa</h2>
<p>Agli amici che d’estate vengono a villeggiare in Cilento non mi stanco di raccomandare una visita alla zona interna di questo territorio e cioè a quella parte che confina con il Vallo di Diano e che insieme al Vallo è la propaggine occidentale dell’antica Lucania. A voler essere pignoli, dunque, il Cilento sarebbe altro e cioè quello antico e propriamente detto tale, ma oggi con il toponimo  Cilento s’intende tutto il  territorio che a partire dal fiume Sele si estende in tutta la parte sud della provincia di Salerno. Il Cilento di cui si parla è quello dei monti che, come se fossero fatti a scala, scendono dai quasi duemila metri fino al mare degradando in colline dolci, bellissime, verdi, sempreverdi perché ricche di olivi e di macchia mediterranea e con un habitat ricchissimo di biodiversità, che se  potessero essere tramutate in soldoni, non basterebbero i forzieri di Paperon dei Paperoni a contenerle. Le biodiversità, sia esse botaniche o zoologiche consentono a quel territorio di offrire quanto di meglio esista in tema di gastronomia che si esprime nel connubio con la Cultura dei luoghi.</p>
<p>Su un colle che sembra la punta di un cono sorge l’incantevole Roccagloriosa, paesino delizioso, ricco di antichi e nobili palazzi con portali aristocratici, abitato da gente che conserva l’antico culto dell’ospitalità e che si affaccia sulle valli formate dai bacini di due fiumi, il Mingardo a Nord che sfocia nel mare di Capo Palinuro e il Bussento a Sud che sfocia nel Golfo di Policastro tra la ridente Scario e l’antica Pixuntum, Policastro Bussentino. Quasi una sorta di Mesopotamia cilentana. Non c’è zolla di quel territorio che non racconti storie di antiche ed antichissime di Civiltà che a partire dal V secolo a.C. si svilupparono in quel luoghi. Roccagloriosa, non voglio rubare, dilungandomi, materia di discussione agli Archeologi, racconta visivamente in due Antiquarium il suo ruolo su quel percorso che univa la costa Ionica, Taranto per intenderci e la costa Tirrenica Elea e Posidonia, cioè Velia e Paestum, Rocca, costituiva uno dei punti di valico di questo percorso che i mercanti compivano e al tempo stesso era un insediamento Lucano, che tra il IV° e il III Secolo d.C.consentiva e controllava la regolarità dei traffici e la “pace” in quelle terre. I traffici erano sicuramente molto attivi, i reperti, anche gioielli, trovati nelle numerose tombe sono la dimostrazione del come e del perché gli influssi artistici dei manufatti fossero di origine tarantina. Ma Roccagloriosa riserva anche sorprese gastronomiche che discendono dalle biodiversità sviluppatesi proprio in virtù dei traffici di cui prima si è detto, per merito  di un imprenditore agricolo e di tutta la sua meravigliosa famiglia. E’un  esempi odi attaccamento alla terra, alle proprie origini, ai valori culturali di quella Civiltà contadina che ha generato il concetto di “Dieta Mediterranea”. Ebbene, Francescantonio Cavalieri, <a href="https://www.francescantoniocavalieri.com">www.francescantoniocavalieri.com</a>, da anni, seguendo l’esempio dei suoi antenati produce un Farro che viene coltivato, in maniera assolutamente biologica in un’area alle pendici del vicino Monte Bulgheria. E’ una coltivazione che prospera grazie alle correnti d’aria che si creano tra il bacino del fiume Mingardo e il bacino del fiume Bussento ed è unica nella zona assolutamente indenne da pesticidi che , fortunatamente, in tutta questa parte del Cilento risultano sconosciuti alle coltivazioni ed ai coltivatori, i quali, abituati da secoli a produrre per sé e per una microeconomia locale e quindi attenta alla salute privata e pubblica continuano , come hanno sempre fatto a bandire pesticidi e prodotti chimici che snaturerebbero i prodotti della terra. Questo Farro, sconosciuto al mezzogiorno occidentale si ritrova rigoglioso alle pendici del Monte Bulgheria perché portato in quella zona nei tempi in cui Roccagloriosa, come si è detto, era uno dei punti di cerniera tra lo Ionio e il Tirreno tra la Magna Grecia Tarantina e la Magna Grecia Eleatica. Questo Farro è lo stesso che da secoli ha sfamato le popolazioni contadine del contado brindisino e tarantino e che ora troneggia negli stellati menù dei ristoranti della Valle dell’Itria. Naturalmente l’intelligenza imprenditoriale di Francescantonio Cavalieri, ha adeguato il prodotto alle richieste dei gusti e della  gastronomia moderna, offrendo ai visitatori della sua Azienda una farina per la Polenta e le “freselle di Farro”, che occupano una nicchia preziosa nella produzione dell’Azienda. Il Farro è stato il primo frumento apparso nella dieta umana, il sogno di ogni veterano delle Legioni romane che aspirava alla coltivazione di campi di farro dopo aver combattuto con onore per anni. E’, dunque il progenitore della Civiltà contadina insieme con l’ulivo e la vite, una coltivazione antica che oggi rivive a Roccagloriosa, nel Cilento e che appare come il <em>fil rouge</em> che lega il passato di antiche civiltà contadine al presente nel rispetto della madre Terra, che ci nutre con i propri preziosi prodotti. Le freselle e la farina di Farro sono l’interpretazione moderna della Civiltà contadina.</p>
<p>E dove c’è il Farro, non potevano mancare i Fagioli che sono figli della terra dove le acque pure scorrono in rivi e ruscelli e lì, nella Mesopotamia cilentana il rumore dell’acqua che scorre lungo i solchi che nel tempo la Natura ha scavato per riversare nei due fiumi il frutto di antiche sorgenti, è come una musica scritta tra i filari di piante di fagioli di antiche qualità, tenute orgogliosamente in vita e non toccate dalla tecnologia moderna. Altri componenti della Dieta Mediterranea, i fagioli, cibo povero, ma ricco di preziose proteine, costituiscono un naturale connubio con il farro in un trionfante desco imbandito con le prelibatezze della Terra.</p>
<p>L’Acqua è la regina in quella zona ed è facile incontrare Aironi plananti che si vengono a posare nei terreni immediatamente adiacenti l’Azienda Cavalieri, che produce , grazie ad un ambiente incontaminato, uno dei suoi gioielli più preziosi, il Miele. Dove c’è acqua ci sono piante, dove ci sono piante ci sono fiori e dove ci sono fiori ci sono, fortuna per noi umani, le api che aiutate da un clima favorevolissimo sono in volo,  praticamente tutto l’anno, tra Acacie, Corbezzoli, Eriche, fiori di ogni genere della macchia mediterranea sempre verde. Il miele di un ambiente incontaminato è un bene prezioso ed insieme ad esso sono un bene prezioso tutti i prodotti del lavoro delle api, il Propoli, il Polline, straordinario  composto di prodotti essenziali per l’organismo e la Cera vergine, quella bellissima cera che è alla genesi di tante opere scultoree fin dall’antichità e che è diventata un prodotto raro. L’Azienda di Francescantonio Cavalieri è un modello di produzione agricola compatibile e biologica ed è diventata meta di visite da parte delle Scuole che mostrano cosa sia e cosa debba essere l’ Agricoltura, quell’Agricoltura che è nata dalla Civiltà contadina, nata in quel territorio per  meritò dei Monaci Basiliani che insegnarono alle popolazioni locali, la cura della terra e lo sviluppo delle coltivazioni ortofrutticole, secondo criteri naturali che ancora oggi si rispettano nell’Azienda Cavalieri. Roccagloriosa, con le sue case arroccate, con le sue stradine di pietra tra portali di antiche dimore e visione di panorami che lasciano il segno è una tappa sul cammino della Civiltà che i Monaci basiliani hanno lasciato alle popolazioni di questa parte di Antica Lucania e che oggi è splendidamente interpretata da Francescantonio Cavalieri e dalla sua famiglia su questo palcoscenico naturale allestito da Madre Natura nella “Mesopotamia cilentana”.</p>
<p><em><strong>Francesco Russo</strong></em></p>
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		<title>Miele o zucchero?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francescantonio Cavalieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2018 17:52:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Quale dei due alimenti è migliore? A voi la scelta&#8230; Il miele, al contrario di quanto molti credono, è abbastanza simile allo zucchero, tranne quello prodotto in zone incontaminate senza colture intensive. Rispetto al più tradizionale dei dolcificanti è però ricco di alcune sostanze particolarmente utili all&#8217;organismo: vitamine, sali minerali e antibiotici naturali. Considerando le...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Quale dei due alimenti è migliore? A voi la scelta&#8230;<br />
Il miele, al contrario di quanto molti credono, è abbastanza simile allo zucchero, tranne quello prodotto in zone incontaminate senza colture intensive. <span id="more-1088"></span>Rispetto al più tradizionale dei dolcificanti è però ricco di alcune sostanze particolarmente utili all&#8217;organismo: vitamine, sali minerali e antibiotici naturali. Considerando le piccole dosi di miele consumate bisogna comunque considerare che l&#8217;apporto effettivo di tali micro e oligoelementi è decisamente basso.<br />
Il miele è inoltre più dolce (ha un potere dolcificante superiore) e ciò consente di impiegarne quantità inferiori rispetto allo zucchero da cucina. Il miele ha un contenuto calorico più basso (304 Kcal per 100 grammi contro le 392 dello zucchero tradizionale e le 362 dello zucchero di canna) perché più ricco di acqua. Nonostante ciò un cucchiaino di miele fornisce più calorie e carboidrati rispetto ad un cucchiaino di zucchero, a causa del maggior peso specifico. Il miele, specie se non cristallizzato, è inoltre più difficile da dosare.</p>
<h4 class="p1">UNA DIFFERENZA MOLTO SOTTILE</h4>
<p class="p1">Le differenza tra questi due dolcificanti è dunque molto sottile; il miele, in virtù del suo contenuto vitaminico e minerale è sicuramente un alimento migliore dello zucchero anche se molte volte gli vengono attribuite proprietà che non possiede. Per un diabetico sostituire lo zucchero con il miele apporta qualche piccolo vantaggio, ma solo a parità di quantità consumate. L&#8217;errata convinzione che il miele sia un alimento &#8220;benefico&#8221; può condurre il diabetico a consumarne dosi eccessive, mettendo a rischio la propria salute esattamente come farebbe consumando dosi eccessive di zucchero. È infine doveroso spendere due parole sulla qualità del miele, spesso alterata da processi industriali e da produttori senza scrupoli. Per questo motivo si consiglia di evitare mieli extracomunitari, specie se commercializzati a basso prezzo da ditte semisconosciute.</p>
<h4 class="p1">RIASSUMENDO</h4>
<p class="p1">Ricco di vitamine minerali e altre sostanze utili per l&#8217;organismo con protezione immunitaria;<br />
Meno calorico a parità di volume: un cucchiaino di zucchero contiene meno carboidrati di un cucchiaino di miele;<br />
Potere Dolcificante superiore;<br />
Indice glicemio simile;<br />
Meno Calorico a parità di peso;<br />
Più facile da dosare.</p>
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		<title>Festa a Mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francescantonio Cavalieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2018 16:50:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[street food]]></category>
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					<description><![CDATA[UNA FESTA A MARE Un gruppo di amici, una persona straordinaria che sta affrontando una battaglia ardua con il sorriso nel cuore, la SLA che ti cambia la vita e ti costringe a riscrivere i progetti e le speranze, il richiamo alla solidarietà che dalle sponde dell’Adriatico arriva dall’altra parte, sul Tirreno, in Campania, in...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>UNA FESTA A MARE</h4>
<p>Un gruppo di amici, una persona straordinaria che sta affrontando una battaglia ardua con il sorriso nel cuore, la SLA che ti cambia la vita e ti costringe a riscrivere i progetti e le speranze, il richiamo alla solidarietà che dalle sponde dell’Adriatico arriva dall’altra parte, sul Tirreno, in Campania, in Cilento…Impronta Cilento, il Caseificio Chirico, l’Apicoltura Cavalieri che rispondono immediatamente all’appello e si preparano a stringersi attorno a Pasquale Tuccino Centrone, a dimostrargli che la SLA in questo frangente è servita a conoscersi, ad incontrarsi, ad abbracciarsi… un appuntamento di grande spessore: 20 chef stellati, 24 aziende con i loro prodotti, 12 artisti che espongono le loro opere, 25 partner che hanno dato il loro contributo per la perfetta riuscita dell’evento…</p>
<h4>PASQUALE CENTRONE</h4>
<p>Per chi non lo conoscesse ancora, Pasquale Centrone è un uomo che da sempre ama il mare, un colto e passionale poeta della ristorazione, nonché uno straordinario e raffinato selezionatore di materie prime. Sin da ragazzo, sotto l’attenta guida di suo padre<span class="text_exposed_show"> “Tuccino”, ha iniziato la sua carriera lavorativa offrendo ai turisti il più celebre e popolare piatto della sua costa, le famose “cozze e provolone”, per poi sviluppare nel tempo, una volta aperto il ristorante di famiglia, una personalissima tecnica di taglio e di presentazione dei suoi famosi crudi di mare che, per molti anni, è stata e continua ad essere la sua firma nel mondo della ristorazione pugliese. </span>Tuttavia, alcuni anni fa, nel bel mezzo della sua inarrestabile ascesa professionale, dopo aver condotto il suo ristorante ai vertici delle più prestigiose guide gastronomiche, Pasquale si è imbattuto nella più subdola delle malattie, la sclerosi laterale amiotrofica (la SLA). Dopo un primo duro colpo iniziale, Pasquale “Tuccino” è riuscito a trovare, anche attraverso il recupero delle sue passioni di sempre, la forza di reagire alla malattia, tanto che i primi a stupirsene, sono proprio le persone che lo spronano a continuare la sua lotta per la vita, sopraffatti ogni giorno, da un’inaspettata serenità e da una immensa gioia di vivere. È proprio a queste persone, ai suoi familiari e al suo caro amico Vittorio Cavaliere, che lo stesso Pasquale Centrone ha espresso alcuni mesi fa, il desiderio di realizzare presso il suo ristorante, un evento di beneficenza che fosse in grado di sostenere la ricerca scientifica, devolvendo tutto il ricavato della manifestazione, alle associazioni conSLAncio e AISLA, entrambe impegnate da tempo a sconfiggere la malattia che, purtroppo, affligge Pasquale già da alcuni anni.</p>
<h4>IL PROGRAMMA</h4>
<p>La prima parte della festa avrà inizio alle ore 12.30 con <em>“<strong>Il Pranzo Buono</strong>“,</em>un esclusivo appuntamento, <em>buono nel gusto e buono nel cuore</em>,  riservato a soli 140 ospiti, dove cucinerà per i commensali una brigata <em>letteralmente </em>stellare, formata dai 20 chef Michelin:<br />
<strong><br />
Oliver Glowig </strong>(<em>La cucina di Oliver</em>)<br />
<strong>Fabio Pisani</strong> (<em>Il Luogo di Aimo e Nadia</em>, Milano)<br />
<strong>Angelo Sabatelli </strong>(<em>Ristorante Angelo Sabatelli</em>, Monopoli – Ba)<br />
<strong>Cristian Torsiello</strong> (<em>Osteria Arbustico</em>, Valva – Sa)<br />
<strong>Andrea Migliaccio </strong>(<em>Capri Palace Hotel</em>, Capri – Na)<br />
<strong>Nicola Fossaceca </strong>(<em>Ristorante Al Metrò</em>, San Salvo Marina – Pe)<br />
<strong>Eduardo Estatico</strong> (<em>J.K. Place</em>, Capri – Na)<br />
<strong>Maria Cicorella</strong> (<em>Ristorante Pashà</em>, Conversano – Ba)<br />
<strong>Vitantonio Lombardo</strong>(<em>Locanda Severino</em>, Caggiano – Sa)<br />
<strong>Felice Sgarra </strong>(<em>Ristorante Umami</em>, Andria – Ba)<br />
<strong>Andrea Ribaldone con Domenico Scingaro </strong>(<em>Ristorante da I Due Buoi</em> Alessandria / <em>Borgo Egnazia</em>, Savelletri di Fasano, Br)<br />
<strong>Errico Recanati </strong>(<em>Ristorante Andreina</em>, Loreto, An)<br />
<strong>Stefano Mazzone </strong>(<em>Grand Hotel Quisisana</em>, Capri, Na)<br />
<strong>Salvatore La Ragione </strong>(<em>Ristorante Mammà</em>, Capri, Na)<br />
<strong>Pasquale Palamaro </strong><em>(Ristorante Indaco, Ischia,</em> Na)<br />
<strong>Peppe Stanzione </strong>(<em>Ristorante Le Trabe</em>, Paestum, Sa)<br />
<strong>Paolo Barrale </strong>(<em>Ristorante Marennà</em>, Sorbo Serpico, Av)<br />
<strong>Lino Scarallo </strong>(<em>Ristorante Palazzo Petrucci</em>, Napoli)<br />
<strong>Vincenzo Guarino </strong>(<em>Ristorante</em> <em>Il Pievano</em>, Gaiole in Chianti, Si)<br />
<strong>Gianluca D’Agostino </strong>(<em>Ristorante</em> <em>Veritas</em>, Na)<br />
<strong>Michelina</strong> <strong>Fischetti</strong>(<em>Ristorante Oasis</em>, Vallesaccarda, Av)<br />
<strong>Andrea Cannalire </strong>(<em>Ristorante La Sommità</em>, Ostuni, Br)<br />
<strong>Enzo Florio</strong> (<em>Ristorante Da Tuccino</em>, Polignano a Mare, Ba)<br />
<strong>Salvatore Elefante </strong>(<em>Ristorante Il Riccio/Capri Palace</em>, Capri, Na)<br />
<strong>Roberto Franzin </strong>(<em>Ristorante Acquasale</em>, Ostuni (Br)</p>
<p>Ma non solo cibo: il <strong>Pranzo Buono</strong> sarà ricco di sorprese dedicate a Pasquale Centrone, grazie all’adesione di tanti personaggi dello spettacolo che hanno voluto sostenere l’iniziativa, e sarà impreziosito dalle tante opere d’arte messe a disposizione da numerosi artisti.</p>
<p>La seconda parte della grande festa prenderà vita dalle ore 19.30 negli spazi sul mare antistanti il ristorante, e sarà la vera e propria <strong>Festa a Mare, </strong>in ricordo di quelle feste sulla scogliera che aprivano la stagione estiva. Sotto le luminarie, coccolati dal rumore del mare, street food <em>stellare</em>, vini e birre di qualità, artigiani del gusto, cooking show (che vedranno protagonisti le giovane promesse pugliesi, la Nazionale Italiana Cuochi e gli chef di <em>Taste of Peace</em>) e ancora sorprese dal mondo dello spettacolo faranno entrare nello spirito di gioiosa festa che accompagnerà fino a notte i partecipanti. L’accesso alla Festa a Mare sarà possibile acquistando il kit degustazione all’ingresso (con calice e sacca, costo 15 euro) che darà la possibilità di degustare liberamente tra gli stand fino ad esaurimento scorte.</p>
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		<title>Il miele, i mieli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francescantonio Cavalieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2018 16:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Miele]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
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					<description><![CDATA[LO FANNO LE API, È DOLCE MA NON SOLO Tutti sanno che il miele lo fanno le api, che è dolce e che fa bene, il miele però può anche essere amaro, può essere solido, o meglio cristallizzato, oppure liquido, chiaro, oppure scuro con tanti gusti e aromi diversi. COSA FANNO LE API SUI FIORI?...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="p1">LO FANNO LE API, È DOLCE MA NON SOLO</h4>
<p class="p1">Tutti sanno che il miele lo fanno le api, che è dolce e che fa bene, il miele però può anche essere amaro, può essere solido, o meglio cristallizzato, oppure liquido, chiaro, oppure scuro con tanti gusti e aromi diversi.</p>
<p><span id="more-436"></span></p>
<h4></h4>
<h4 class="p1">COSA FANNO LE API SUI FIORI?</h4>
<p class="p1">Sono molte le specie di insetti che si nutrono di quanto le piante possono offrire, ma di questi solo le api trasformano il nettare in miele. Il nettare è un liquido zuccherino che molte piante producono per attrarre gli insetti che, visitando i fiori, trasportano il polline e permettono così l&#8217;impollinazione di piante anche lontane tra di loro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1">COME CONSERVANO IL NETTARE?</h4>
<p class="p1">Il processo che permette alle api di rendere conservabile il nettare è simile a quello che viene usato per rendere conservabile la frutta estiva, trasformandola in confettura. Consiste nell&#8217;eliminazione dell&#8217;acqua, fino ad ottenere una concentrazione di sostanze zuccherine così elevata da non permettere il degrado dell&#8217;alimento. Nella preparazione di confetture la frutta viene fatta bollire lungamente; le api invece fanno evaporare l&#8217;acqua in eccesso con un processo più delicato, una ventilazione a temperatura ambiente, che preserva meglio le sostanze e i profumi dei fiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1">POLLINE E NETTARE</h4>
<p class="p1">Un errore frequente è di pensare che le api producano il miele a partire dal polline. Il polline ha per le piante una funzione riproduttiva, è però ricco di sostanze alimentari nobili (proteine e vitamine) e costituisce un prezioso alimento per moltissimi insetti. I fiori ne producono quantità molto più abbondanti rispetto a quello che sarebbe necessario per la fecondazione. Le api lo raccolgono grazie a un sistema di &#8220;spazzola e pettine&#8221;: il polline resta aderente ai folti peli che ricoprono il corpo dell&#8217;ape. Con le zampe l&#8217;ape si spazzola il corpo e raccoglie così il polline, che poi impasta con una gocciolina di nettare e fa aderire a una speciale parte delle zampe posteriori, le cestella del polline. Le api usano il polline come alimento e lo conservano nei favi dell&#8217;alveare, ma non c&#8217;entra con la formazione del miele.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1">LA MELATA</h4>
<p class="p1">In natura le api dispongono di un&#8217;altra fonte di cibo zuccherino: si tratta della melata. Si chiamano &#8220;melata&#8221; le secrezioni zuccherine di diversi insetti che si nutrono della linfa delle piante. Per ottenere le quantità necessarie di sostanze nobili di cui hanno bisogno per vivere e moltiplicarsi, questi insetti (afidi, cicaline, cocciniglie) sono costretti ad assorbire quantità enormi di linfa. Dopo aver trattenuto le componenti più preziose, emettono all&#8217;esterno dei prodotti di scarto in cui le sostanze nutritive, e in particolare gli zuccheri, sono ancora molto abbondanti. Le api utilizzano queste secrezioni come fossero il nettare, per alimentarsi e per farne miele, il miele di melata, appunto, caratterizzato da un colore molto scuro e da una particolare ricchezza nutrizionale rispetto ai mieli di nettare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1">DAL NETTARE &#8211; MELATA AL MIELE</h4>
<p class="p1">Per trasportare il nettare le api devono introdurlo all&#8217;interno del proprio corpo, in una speciale sacca detta &#8220;borsa melaria&#8221;. Una volta arrivate all&#8217;interno dell&#8217;alveare le api scaricano la gocciolina di nettare alle api di casa, che provvederanno a far evaporare l&#8217;acqua in eccesso esponendo la gocciolina di miele in formazione all&#8217;aria calda e asciutta dell&#8217;alveare. La gocciolina sarà poi deposta all&#8217;interno delle cellette dei favi dove si completerà il processo di evaporazione dell&#8217;acqua (maturazione), fino a raggiungere il livello necessario a rendere conservabile il prodotto. A quel punto la celletta dell&#8217;alveare sarà sigillata con uno strato di cera (opercolo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1">DAL FAVO AL VASO</h4>
<p class="p1">Per arrivare alla tavola l&#8217;unico passaggio necessario è l&#8217;estrazione del miele. Con un coltello o altro attrezzo simile viene rimosso lo strato di cera che chiude le cellette (opercolo) e il miele viene estratto dai favi con un passaggio in un estrattore centrifugo, che per mezzo della rotazione permette di far uscire il miele dai favi senza danneggiarli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1">UN ALIMENTO DAVVERO SPECIALE</h4>
<p class="p1">Il miele è un alimento speciale, che deve tutte le proprie caratteristiche esclusivamente alla natura, al tipo di risorsa raccolta dalla api e al loro lavoro, mentre l&#8217;apicoltore si limita ad estralo e a renderlo disponibile. La definizione legale del prodotto prevede proprio che al prodotto commercializzato come &#8220;miele&#8221; non venga aggiunto nè tolto niente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1">I MIELI UNIFLORALI</h4>
<p class="p1">I mieli uniflorali o monoflorali sono quei mieli che le api ottengono principalmente dal nettare (o dalla melata) di una sola pianta. È possibile ottenerli quando una fioritura è sufficientemente estesa, abbondante e non contemporanea ad altre. L&#8217;apicoltore deve in questo caso preoccuparsi di mettere melari vuoti al momento dell&#8217;inizio della fioritura e levarlo prima che intervenga una fioritura successiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1">NON MIELE MA MIELI</h4>
<p class="p1">In Italia non di  &#8220;miele&#8221;, al singolare, si deve parlare, ma di mieli, al plurale. Le differenze che esistono tra un prodotto e l&#8217;altro, sono dovute soprattutto alla diversa natura del nettare o della melata di origine. Ne risulta una gamma di prodotti molro diversi per aspetto, colore, odore e sapore. Ogni ambiente e ogni momento dell&#8217;anno produrrà quindi un miele diverso e irripetibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1">I MIELI MILLEFIORI</h4>
<p class="p1">Non è possibile separare in un secondo momento quello che le api raccolgono, nel caso di fioriture contemporanee si otterranno mieli misti, cioè millefiori. Un millefiori non è mai uguale ad un altro, i millefiori sono tanti quante le possibili combinazioni di piante; per cui tanti prodotti diversi con un solo nome.<br />
Non si deve intendere che i mieli millefiori siano meno buoni e pregiati dei mieli monoflora. Anzi i millefiori rappresentano spesso una combinazione di gusti, aromi, colori e consistenza molto ricercata e unica.</p>
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		<title>La varroa</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jan 2018 16:34:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[apicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[arnie]]></category>
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					<description><![CDATA[La&#160;varroatosi&#160;è una malattia parassitaria dell&#8217;ape causata da un piccolo caro visibile ad occhio nudo:&#160;Varroa destructor. Colpisce in maniera particolarmente grave l&#8217;Apis Mellifica&#160;(ape domestica), attaccando sia le api adulte sia le larve. In Italia è stato individuato per la prima volta nel 1984 e per diversi anni è stato confuso con&#160;Varroa jacobsoni, un altro acaro sempre...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La&nbsp;<strong>varroatosi</strong>&nbsp;è una malattia parassitaria dell&#8217;ape causata da un piccolo caro visibile ad occhio nudo:&nbsp;<strong>Varroa destructor</strong>. Colpisce in maniera particolarmente grave l&#8217;<em>Apis Mellifica&nbsp;</em>(ape domestica), attaccando sia le api adulte sia le larve. <span id="more-429"></span>In Italia è stato individuato per la prima volta nel 1984 e per diversi anni è stato confuso con&nbsp;<em>Varroa jacobsoni</em>, un altro acaro sempre del genere Varroa, però meno aggressivo che convive, negli alveari dell&#8217;Apis cerana, assieme a Varroa destructor. Entrambi gli acari parassitizzano l&#8217;Apis cerana, un&#8217;ape orientale che da millenni convive con questi parassiti e quindi ha imparato ad individuare gli acari varroa nelle cellette o sul dorso delle altre api, li afferra con le mandibole e infligge loro delle lesioni mortali.</p>
<h3>Un parassita da non sottovalutare</h3>
<p>La varroatosi è un&#8217;infestazione che per la sua rapida diffusione, i danni che provoca, la mancanza di prodotti e metodi in grado di eliminarla definitivamente, deve essere considerata fra le più gravi. Una malattia che ha cambiato profondamente le tecnica apistica, rendendo molto più difficoltoso il rapporto dell&#8217;uomo con l&#8217;ape. La sua presenza negli alveari di&nbsp;<em>Apis mellifica</em>&nbsp;è una delle nefaste conseguenze dell&#8217;attività umana di allevamento delle api: l&#8217;apicoltura. Oggi dobbiamo convivere con questa scomoda presenza e cercare di mettere in atto una serie di tecniche, accorgimenti ed interventi per tenere sotto controllo non solo l&#8217;infestazione dell&#8217;acaro, ma anche le patologie che comporta. Senza il nostro intervento, infatti, l&#8217;alveare è destinato a soccombere.<br />
Con il proprio apparato boccale la varroa fora facilmente le membrane esterne del corpo dell&#8217;adulto e delle larve di ape, succhiando l&#8217;emolinfa per il proprio nutrimento, causando gravi danni agli individui colpiti: indebolimento, ferite, lesioni di organi interni, malformazioni etc.</p>
<h3>Lo sviluppo</h3>
<p>La varroa per un certo periodo della sua vita è dentro le cellette di covata; prima che questa venga opercolata (chiusa per la metamorfosi dell&#8217;insetto) la femmina della varroa depone da 2 a 5 uova sulla larva delle api o sulle pareti della celletta stessa. Dalle uova, dopo 24 ore, nascono piccole larve che con successive mute di crescita arrivano alla maturià sessuale. L&#8217;intero ciclo di sviluppo dura circa 6-7 giorni per i maschi e 8-9 giorni per le femmine di varroa. L&#8217;acaro per la sua crescita succhia l&#8217;emolinfa (il liquido interno) delle larve di ape che stanno crescendo nelle cellette e si avviano ad assumere le forme adulte. L&#8217;acaro varroa fuoriesce dalle cellette (dove è vissuto a spese della larva) nel momento in cui l&#8217;ape adulta rompe l&#8217;opercolo per uscire dal favo ed iniziare la vita attiva. In tal modo può spostarsi liberamente penetrando in altre cellette e riprendere il ciclo. Il momento della riproduzione della varroa avviene entro le cellette opercolate, prima della fuoriuscita delle femmine stesse; i maschi muoiono subito dopo l&#8217;accoppiamento. La femmina si fissa sugli adulti dell&#8217;ape tra il torace e l&#8217;addome, divenendo un parassita permanente dell&#8217;operaia o del fuco. Osservando attentamente, la femmina è visibile ad occhio nudo sia sul corpo dell&#8217;ape adulta, sia sulle larve. Su queste ultime è facile l&#8217;osservazione in quanto la varroa si distingue bene sulla loro superficie bianca. È un parassita che si diffonde in maniera estremamente veloce; basta che un&#8217;ape sana venga a contatto con una infestata per trasmettere il parassita ad alveari diversi. Numerose sono le occasioni d&#8217;incontro senza l&#8217;intervento dell&#8217;uomo: per esempio durante la visita a un fiore, per effetto del saccheggio, nella sciamatura ecc.<br />
A queste occasioni dobbiamo aggiungere l&#8217;opera dell&#8217;apicoltore che incosciamente può trasportare il parassita durante le normali pratiche apistiche (nomadismo, cattura di uno sciame, acquisto di sciami o attrezzature etc).</p>
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		<title>La scelta della colonia d&#8217;api</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francescantonio Cavalieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2018 16:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apicoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[La scelta della colonia d&#8217;api è molto importante e delicata in quanto occorre fare attenzione a non portarsi a casa una colonia debole con regina vecchia, ammalata di peste o nosemiasi, oppure infestata in maniera eccessiva dalla varroa. Per evitare questo pericolo è sconsigliabile acquistare vecchi alveari abbandonati (in alcune zone rurali è possibile talvota...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta della colonia d&#8217;api è molto importante e delicata in quanto occorre fare attenzione a non portarsi a casa una colonia debole con regina vecchia, ammalata di peste o nosemiasi, oppure infestata in maniera eccessiva dalla varroa.<span id="more-426"></span><br />
Per evitare questo pericolo è sconsigliabile acquistare vecchi alveari abbandonati (in alcune zone rurali è possibile talvota trovarli presso azienda agricole dove più nessuno ormai da anni si prende cura di essi). Nell&#8217;eventualità che ci trovassimo in questa situazione conviene prima di ogni altra cosa invitare il servizio veterinario dell&#8217;ASL di competenza a effettuare un sopralluogo all&#8217;apiario al fine di accertare lo stato sanitario delle colonie in oggetto.<br />
Altra scelta da non fare è quella di iniziare con uno sciame di origine ignota. Nel caso trovassimo qualche sciame primaverile appeso a un ramo d&#8217;albero è evidente che, accanto alla necessità di offrire un&#8217;idonea sistemazione in arnia razionale, esiste anche il dovere di fare al più presto l&#8217;accertamento del suo stato sanitario.<br />
La cosa migliore per una scelta sicura è quella di contattare un apicoltore di fiducia, il cui recapito ci può essere fornito anche dall&#8217;associazione o dal consorzio di apicoltori della nostra provincia di residenza, e stabilire per tempo l&#8217;accordo d&#8217;acquisto di uno sciame o di un nucleo artificiale.<br />
Il nucleo artificiale proviene dalla suddivisione delle colonie che a primavera si apprestano alla sciamatura con la costruzione di celle reali e l&#8217;allevamento di nuove api regine. Viene preparato dall&#8217;apicoltore dividendo in più parti il ceppo iniziale, per fornire a ogni gruppo d&#8217;api una cella reale da allevare. La aregine del ceppo rimane in uno dei nuclei fino a quando verrà sostituita da una giovane. Lo sciame presenta invece la popolazione formata dalle api bottinatrici che hanno seguito la vecchia regina uscita in volo di sciamatura.<br />
Il nucleo artificiale è quindi da preferire, non tanto per l&#8217;entità della popolazione, ma per la dotazione di regina giovane e di scorte immagazzinate nei favi; infatti il nucleo ha la regina proveniente dalla cella reale che gli è stata fornita al momento della sua formazione e, inoltre, ha ereditato scorte di miele e polline dal ceppo d&#8217;origine.<br />
Inoltre il nucleo deve avere telaini con favi giovani e quindi con cera di colore giallo chiaro costruita al massimo duranmte l&#8217;annata precedente; evitiamo di acquistare nuclei con favi scuri in quanto possono avere cellette rimpicciolite, deformate, ammuffite, con tarme della cera e altri parassiti.<br />
La qualità della regina e la sanità della colonia sono le premesse essenziali per un&#8217;apicoltura razionale e di successo. Per questo, oltre a quanto esposto, è bene richiedere all&#8217;apicoltore anche il relativo certificato sanitario emesso dall&#8217;ASL competente nel territorio, a garanzia dell&#8217;assenza di malattie tipo peste americana, peste europea, nosemiasi.</p>
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